La stagione 2026 è iniziata alla grande per Yari, che è stato la vera sorpresa del weekend di Phillip Island, in Australia. Scherzando, nelle interviste ha detto: “prenderò casa a Down Under” visto che il feeling con questa pista, così particolare, sembra davvero unico. Qui era arrivata la prima vittoria in Supersport nel 2022, ma la Superbike è un’altra storia… Yari ha dimostrato di potersela giocare con i mostri sacri della categoria. Domenica è arrivato un quarto posto nella gara Sprint e – se non fosse stato per una caduta strana, sotto l’acquazzone di Gara 2, a cinque giri dalla fine – sarebbe arrivato un altro secondo posto. Rimpianti? Macché!
Un weekend così non si misura solo con i punti, che pure sono tanti e portano Yari terzo nella classifica del Mondiale. Si misura con la velocità mostrata, con la sicurezza nella guida e la lucidità nelle scelte. Una sensazione che dice: “ci siamo”. Ora si torna in Europa con una consapevolezza nuova, pesante il giusto.
Venerdì
FP1 – P4 (1’29.561)
FP2 – P7 (1’29.582)
Il lavoro è partito in modo positivo. Montella ha preso ritmo progressivamente, concentrandosi soprattutto sul passo gara. Sia al mattino che al pomeriggio è sceso sotto l’1’30. Nelle FP2 e nella classifica combinata ha chiuso settimo, concludendo la sessione con una simulazione lunga costante e senza cali evidenti.
Sabato
Superpole – P2 (1’28.663)
Gara 1 – P2
In qualifica è arrivata la svolta del weekend: 1’28.663 e prima fila, la prima in carriera in WorldSBK. Un giro pulito, deciso, che ha confermato quanto visto nelle libere.
In Gara 1 Montella è stato lucido e ordinato. Partito dalla seconda posizione, ha gestito ritmo e distacco senza forzare oltre il necessario. Sempre sull’1’29 alto, nessun errore, nessuna sbavatura. Il secondo posto al traguardo è il primo podio in Superbike: meritato, costruito con intelligenza.
Domenica
Superpole Race – P4
Gara 2 – NC
La gara sprint è stata intensa, tirata fino all’ultimo metro. Montella è partito forte, ha anche guidato la corsa e ha lottato nel gruppo dei primi per tutta la distanza. Alla fine ha chiuso quarto, a pochi millesimi dal podio, miglior indipendente.
In Gara 2, sotto la pioggia e con vento forte, stava facendo ancora meglio. Salito fino alla seconda posizione con un passo solido, stava gestendo la situazione alle spalle del leader. Poi la scivolata in Curva 9, quando era stabilmente P2. Ritiro e grande rammarico, perché il potenziale per un altro podio era concreto. Phillip Island lascia una certezza: Phillip Island lascia una certezza: Montella non è più solo una promessa. È dentro il gruppo che si gioca le posizioni che contano. E il 2026 è appena cominciato.